domenica 1 giugno 2014

Le canzoni dell'estate 1981

L'estate del 1981, discograficamente parlando, non vide un netto dominatore: più di una canzone furoreggiò nei mesi più caldi di quell'anno ormai lontano nel tempo. Parlando di italiani, furono protagonisti principali: Claudio Baglioni con Strada facendo, Edoardo Bennato con E invece no, i Pooh con Chi fermerà la musica, Riccardo Fogli con Malinconia, i Ricchi e Poveri con M'innamoro di te e Renato Zero con due canzoni (comprese nel 45 giri che il cantautore romano lanciò in quel periodo): Più su e Galeotto fu il canotto. Tra gli stranieri invece si imposero gli OMD con Enola gay, Phil Collins con In the air tonight e soprattutto la bambina Nikka Costa, che con On my own spopolò un po' dappertutto. Fausta si rivelò la stagione anche per altri artisti; uno di essi fu Adriano Celentano che propose una canzone polemica intitolata L'artigiano; bizzarra e originale la canzone che presentò Donatella Rettore, la quale si firmò col solo cognome e intitolò invece col proprio nome il pezzo che in quei mesi ebbe un discreto successo. Anche Gianni Togni si riconfermò con Semplice, pur non doppiando l'enorme successo dell'estate precedente. Buoni risultati ci furono anche per Marcella Bella con Canto straniero e per Plastic Bertrand con Hula hoop.
Ecco l'immancabile elenco di canzoni dell'estate 1981.



Al centro della musica - Ron
All those years ago - George Harrison
Amoreux solitaires - Lio
L'artigiano - Adriano Celentano
Baby not tonight - Kano
Bella l'estate - Bruno Cheli
Bette Davis eyes - Kim Carnes
C'est la vie - Trix
Canto straniero - Marcella Bella
Canzone d'amore - Francesco Magni
Canzone facile - Fausto Leali
Canzoni stonate - Gianni Morandi
Caramella - Rino Martinez
Carezze - Gli Alunni del Sole
Il cavaliere del vento - Accademia
Chi fermerà la musica - I Pooh
Child in the Storm - Jim Capaldi
Come ti va? - Premiata Forneria Marconi
Con quella faccia da straniero - Ombretta Colli
Un concerto da strapazzo - Pino D'Angiò
Deus - Adriano Celentano
Dimmi che mi ami che mi ami che tu ami che tu ami solo me - Nada
Donatella - Rettore
E invece no - Edoardo Bennato
E muoviti un po'- Fiorella Mannoia
Enola gay - OMD
Fade to grey - Visage
Fotofinish - Gin & Tonic
Galeotto fu il canotto - Renato Zero
Giorno popolare - Viola Valentino
Going back to my roots - Odissey
La goccia - Loredana Bertè
Hula hoop - Plastic Bertrand
I no corrida - Quincy jones
I've seen that face before - Grace Jones
In the air tonight - Phil Collins
Innamorati di me - Vincenzo Spampinato
M'innamoro di te - Ricchi e Poveri
Malinconia - Riccardo Fogli
Il mondo - Franco Simone
Ninna nanna - Loredana Bertè
Non è finita - Michele Zarrillo
Non va che torno - Walter Foini
Notte rosa - Umberto Tozzi
Una notte speciale - Alice
One night affair - Spargo
The one that you love - Air Supply
Only crying - Keith Marshall 
(Out here) On my own - Nikka Costa
Pasqua - Ivan Graziani
Piccolo amore mio - Franco Dani
Pick up - Vivian Vee
Più forte di Me - Jairo
Più su - Renato Zero
Potrei - Idea 2
Quanto sei bella stasera - Oliver Onions
Rock'n'roll robot - Alberto Camerini
Sausalito summernight - Diesel
Schiaffo - Rosanna Fratello
Schiavo senza catene - Marco Ferradini
Semplice - Gianni Togni
Senza famiglia - Massimo Bubola
Sera sarà - Gepy
Il serpente - I New Trolls
Settembre - Alberto Fortis
Sexy Lola - Milk and Coffee
Shaddap You Face - Joe Dolce
Sharazan - Al Bano e Romina Power
Siamo solo noi - Vasco Rossi
Sola - Zoe
Strada facendo - Claudio Baglioni
Talismano - Marina Occhiena
Telefonami tra vent'anni - Lucio Dalla
Teneramente - Gepy & Gepy
Ti amo domani - Homo Sapiens
Ti regalo un sorriso - Mia Martini
Toledo - Anna Oxa
Uh mammà! - Mimmo Cavallo
Uomini semplici - Eduardo De Crescenzo
Vieni ragazzo - Gianna Nannini
A woman needs love - Ray Parker Jr
You Can Stay The Night - Miguel Bosè
Una zebra a pois - Ivan Cattaneo

sabato 17 maggio 2014

Le canzoni dell'estate 1970

L'estate del 1970, più che per le canzoni, è ricordata per il mondiale di calcio svoltosi in Messico, che vide la nazionale italiana come una delle maggiori protagoniste. Ma, parafrasando il gergo calcistico, si può affermare che il gol vincente della stagione estiva quell'anno lo segnò Domenico Modugno; il cantante pugliese infatti, con la canzone La lontananza conquistò la vetta della hit parade italiana già a luglio, rimanendovi per più di un mese. Insieme a lui ebbero grande successo sia Renato dei Profeti con Lady Barbara, sia i Dik Dik, con la cover di un brano francese: Wight is Wight, che tradotto divenne: L'isola di Wight; sia Mina, che durante quell'estate si impose con uno dei suoi cavalli di battaglia: Insieme, firmato dalla celeberrima coppia Mogol-Battisti. E proprio Lucio Battisti fu protagonista personalmente con la straordinaria Fiori di rosa, fiori di pesco. Un gradino sotto va inserito Adriano Celentano che, con Viola, riuscì solo in parte a ripetere i successi degli anni immediatamente precedenti al '70. Tra le canzoni straniere, le più "gettonate" dell'estate furono: In the summertime di Mungo Jerry,  Yellow river di Christie e l'ottima Sympathy dei Rare Bird. Anche i Beatles furono ascoltati in quei caldi mesi estivi, pur essendosi divisi ufficialmente da qualche mese; la loro canzone: The long and winding road rappresenta infatti l'ultimo successo dello storico gruppo di Liverpool. Un caso anomalo infine è rappresentato da un pezzo musicale di Ettore Petrolini: Tanto pe' canta', riproposto da Nino Manfredi alla 20° edizione del Festival di Sanremo e pubblicato poi in un disco a 45 giri: ottenne un successo inatteso e duraturo, tanto da essere presente per molti mesi (compresi quelli estivi) ai primi posti delle classifiche italiane dei dischi.
Ecco infine un sostanzioso elenco di successi dell'estate del 1970 (canzone - autore).



Acqua e sapone - I Califfi
Acqua passata - Edda Ollari
Adagio - I Domodossola
Amore dove sei? - Giorgio Laneve
Ancora e sempre - I Gens
Armonia - Romina Power
August october - Robin Gibb
L'aurora - Le Orme
Ave Maria no morro - Fausto Leali
Il ballo dei fiori - Giuliano
Bella, sdraiata e sola - Jimmy Fontana
Le braccia dell'amore - Massimo Ranieri
Bugia - Nada
Carità - Rosanna Fratello
Chiedi di più - Johnny Dorelli
Circolo chiuso - Lolita
Color cioccolata - I Nuovi Angeli
Con il mare dentro agli occhi - Angelica
La corriera - Anna Maria Izzo
Cronaca - Don Backy
Cuore di bambola - Tony Del Monaco
Dimmi cosa aspetti ancora - Dominga
Dove andranno le nuvole - Mario Zelinotti
Una favola blu - Claudio Baglioni
Fin che la barca va - Orietta Berti
Fiori rosa, fiori di pesco - Lucio Battisti
Ho camminato - Michele
Ho nostalgia di te - Tony Astarita
In questa città - I Ricchi e Poveri
In the summertime - Mungo Jerry
Insieme - Mina
Io tu e il mare - Nino Ferrer
L'isola di Wight - I Dik Dik
Instant karma - John Lennon & Plastic Ono Band
Lady Barbara - Renato dei Profeti
The long and winding road - Beatles
La lontananza - Domenico Modugno
Ma Belle Amie - Tee Set
Il mare in cartolina - Isabella Iannetti
Mesico e nuvole - Enzo Jannacci
Mi piaci da morire - Paolo Mengoli
Non devi piangere Maria - Gipo Farassino
Una nuvola bianca - I New Trolls
Occhi di fuoco - Bobby Solo
Oh simpatia - I Bisonti
Passeggiata - Rosalino
Per te - Patty Pravo
Permette Signora - Piero Focaccia
Quel poco che ho - Al Bano
Un pugno di sabbia - Nomadi
Una rosa e una candela - Rosanna Fratello
Settembre - Peppino Gagliardi
Sole Giallo Sole Nero - La formula Tre
Solitudine - Wess & The Airedales
Lo specchietto - Herbert Pagani
Spero di svegliarmi presto - Caterina Caselli
Spring summer winter and fall - Aphrodite's Child
Storia di due innamorati - Al Bano & Romina Power
Sympathy - Rare Bird
Tanto cara - Guido Renzi
Tanto pe' canta' - Nino Manfredi
Ti amo da un'ora - I Camaleonti
Tu bambina mia - Franco I e Franco IV
Un uomo senza tempo - Iva Zanicchi
Vagabondo - Nicola Di Bari
Viola - Adriano Celentano
Viola d'amore - Gian Pieretti
Voglio essere una scimmia - I Giganti
Wight is Wight - Michel Delpech
Yellow river - Christie

mercoledì 15 gennaio 2014

Trani a gogò / Una stazione in riva al mare

Nell'ormai lontanissimo1962, nei negozi di dischi italiani comparve un 45 giri di Giorgio Gaber con due canzoni dai seguenti titoli: Trani a gogò (Lato A) e Una stazione in riva al mare (Lato B). La prima è una classica rivisitazione in chiave ironica del mondo milanese che s'incontrava nei locali notturni della città meneghina all'inizio degli anni sessanta, fatto di persone piuttosto originali ed eccentriche, di uomini alla ricerca dello svago o di quello che oggi si definirebbe "sballo", ovvero del divertimento che all'epoca spesso veniva ricercato nel gioco (d'azzardo e non), nell'abuso di alcol, nella musica da ballo e nella compagnia di altra gente che si trovava in quel luogo per il medesimo motivo: dimenticare la triste realtà di tutti i giorni. I personaggi del testo di questa canzone, il cui autore è Umberto Simonetta (scrittore milanese che con Gaber collaborò nella creazione di molte canzoni di successo) provengono da un mondo che era facile rintracciare in una certa periferia di quella Milano, che comprendeva imbroglioni (il finto scrittore, il finto pittore), falliti (il mezzo califfo) ed emarginati (il pregiudicato uscito da poco, la vecchia zitella); questi personaggi, visti da Simonetta con palpabile simpatia, non sono poi molto lontani da quelli che si trovano in Città vecchia, famosa canzone di Fabrizio De Andrè; Gaber, che aveva già parlato di quel mondo in La ballata del Cerutti (1961), canterà ancora altre canzoni simili a queste come Riccardo e Barbera e champagne (entrambe del 1969).
L'altra canzone è un veloce e romantico quadretto che raffigura una piccola stazione in riva al mare circondata dai fiori; in questo luogo suggestivo e particolarmente invitante, durante una giornata settembrina di fine estate, un uomo (probabilmente in viaggio per chi sa dove) decide di fare una sosta e, forse seduto ad un tavolo con vista sul mare di qualche locale, con un giornale e un caffè, si sofferma ad osservare il paesaggio (magari al tramonto), pensando con tanta malinconia ad un amore appena terminato.



sabato 14 dicembre 2013

Giro tondo intorno al mondo

"Girotondo intorno al mondo" è il titolo del lato A di un disco a 45 giri del cantautore italiano Sergio Endrigo, uscito nel 1966. La canzone è molto bella e, per quanto riguarda la parte musicale, va reso merito alla bravura di Endrigo, che ne è l'autore; la parte testuale è invece tratta da una poesia di Paul Fort, scrittore francese che pubblicò volumi di versi tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. La poesia in questione s'intitola La Ronde e parla di un desiderio impossibile, si potrebbe dire utopico: quello di chi vorrebbe che le relazioni tra gli esseri umani siano fondate sulla solidarietà, sull'aiuto reciproco e su di una volenterosa collaborazione. Per avallare questo nobile ideale Fort s'inventa un giro tondo immenso, che coinvolga tutti i ragazzi e tutte le ragazze della terra, in modo da formare una vera e propria catena umana che unisca tutte le popolazioni del pianeta formando così un "girotondo intorno al mondo". Ecco allora il testo della breve poesia in lingua originale (francese) e poi lo stesso tradotto in italiano, entrambi estratti dal seguente libro: Antologia bilingue della poesia francese dalle origini ad oggi, a cura di Bruno Gaeta, Serarcangeli, Roma 1996.
Paul Fort (1872-1960)

 
 
LA RONDE

Si toutes les filles du monde voulaient s'donner la main, tout autour de la mer elles pourraient faire une ronde.
Si tous les gars du monde voulaient bien êtr'marins, ils f'raient avec leurs barques un joli pont sur l'onde.
Alors on pourrait faire une ronde autour du monde, si tous le gens du monde voulaient s'donner la main.

(da Ballades françaises)
 
 
 
 
IL GIROTONDO

Sergio Endrigo (1933-2005)
Se tutte le ragazze del mondo si dessero la mano, potrebbero intorno al mare fare un bel girotondo.
Se tutti i ragazzi del mondo divenissero marinai, farebbero con le barche un bel ponte sull'onde.
Allora se tutte le genti del mondo si dessero la mano, si potrebbe intorno al mondo fare un bel girotondo.






lunedì 2 dicembre 2013

Tu scendi dalle stelle

"Tu scendi dalle stelle" è certamente il canto più popolare della tradizione natalizia italiana. Forse non a tutti è noto che esso deriva da un altro canto: "Quanno nascette Ninno", scritto in dialetto napoletano dal vescovo e compositore italiano Alfonso Maria de' Liguori (1696-1787) nel XVIII secolo. Pur se già conosciuto da molti, fu pubblicato per la prima volta nel 1816 col titolo "Per la nascita di Gesù". Probabilmente il religioso napoletano lo scrisse di getto nel Natale del 1754, rimanendo estasiato dalla visione del presepe allestito dalla famiglia Zambarelli di Nola. È uno dei canti natalizi più apprezzati da Giuseppe Verdi, il quale disse che «senza questo canto Natale non sarebbe Natale». Inutile  dire che "Tu scendi dalle stelle" è stato interpretato dai cantanti nazionali più famosi ed è ancora oggi la canzone di Natale per antonomasia.



TU SCENDI DALLE STELLE
(Alfonso de' Liguori)

Tu scendi dalle stelle, o Re del Cielo,
e vieni in una grotta al freddo al gelo.
O Bambino mio Divino,
Io ti vedo qui a tremar.
O Dio Beato!
Ah, quanto ti costò l'avermi amato!

A te, che sei del mondo il creatore
mancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto Pargoletto,
Quanto questa povertà
più m'innamora,
Giacché ti fece amor povero ancora.

Tu lasci del tuo Padre il divin seno
per venire a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio cuore,
dove amor ti trasportò?
O Gesù mio,
per chi tanto patir? Per amor mio!

Ma se fu tuo volere il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire?
Sposo mio, amato Dio,
mio Gesù, t'intendo sì.
Ah, mio Signore,
tu piangi non per duol, ma per amore.

venerdì 4 ottobre 2013

San Francesco nella musica

Partendo dalla musica classica, si può rintracciare, tra le opere del musicista ungherese Franz Listz, una delle Leggende, la prima per la precisione, che è ispirata alla Predicazione agli Uccelli, cioè ad uno dei capitoli che fanno parte dei Fioretti di S. Francesco.
Risale al 1924 l'opera musicale dello svizzero Hermann Suter intitolata Le Laudi di San francesco d'Assisi (op. 25) mentre è recentissima una partitura consistente (duemila pagine che contengono più di quattro ore di musica) che s'intitola San François d'Assise, l'autore è il francese Olivier Messiaen.
Per quanto riguarda la musica leggera, la prima canzone dedicata al poverello d'Assisi in ordine cronologico che ho rintracciato è San Francesco, lato B di un 45 giri di Rita Pavone datato 1964. Otto anni dopo ancora il lato B di un 45 giri, questa volta di Sergio Endrigo, porta il medesimo titolo: trattasi di una canzone nata dalla collaborazione tra il cantautore di Pola e Vinicius de Moraes. Sempre nel 1972 esce nelle sale il film di Franco Zeffirelli Fratello sole sorella luna le cui musiche sono di Riz Ortolani, comprese le tre canzoni che canta Claudio Baglioni intitolate: Fratello sole sorella luna, Canzone di San Damiano, Preghiera semplice. In un 33 giri dei Vianella uscito nel 1973 c'è anche una canzone intitolata San Francesco. Infine nel 2000 Angelo Branduardi ha pubblicato l'album: L'infinitamente piccolo, dove il cantautore lombardo compie un esperimento mai tentato in precedenza: mettere in musica la vita di San Francesco.
Ecco infine il testo della canzone di Sergio Endrigo dedicata al santo patrono d'Italia


SAN FRANCESCO

Guarda San Francesco 
Sul suo cammino 
A piedi nudi 
Il poverino 
Dorme la notte 
Presso il mulino 
Divide il pane 
Col contadino 
Guarda San Francesco 
Che va bel bello 
E non ha niente 
Nel suo fardello 
Saluta il vento 
Buon giorno amico 
E dice al fuoco 
Sei mio fratello 
Guarda San Francesco 
Sul suo cammino 
Che porta in braccio 
Gesù Cristino 
Inventa giochi per il Bambino 
Racconta favole all'uccellino 
Guarda San Francesco 
Sul suo cammino 

Guarda San Francesco 
Sul suo cammino.






domenica 8 settembre 2013

Pedro Pedreiro

È ancora attualissima una canzone di Chico Buarque de Hollanda che risale al 1966: Perdo Pedreiro; il testo parla di un uomo che allora sarebbe stato definito "proletario", ovvero una persona appartenente ad una categoria sociale molto bassa, uno squattrinato che ha sempre il problema di come sbarcare il lunario e passa la vita intera in attesa di una svolta, qualcosa che cambi drasticamente la sua vita in meglio, magari un aumento di stipendio o, nel migliore dei casi, una vincita alla lotteria. La canzone di Chico de Buarque fu cantata in italiano da Enzo Jannacci nel 1967, il titolo rimase tale e quale, come d'altra parte il testo, rielaborato da Giorgio Calabrese e dallo stesso Jannacci. Ecco la prima parte:

Pedro Pedreiro è pensoso e aspetta il tram,
domani forse dovrà aspettare ancora
per il bene di chi è bene e di chi è senza un soldo
Pedro Pedreiro resta pensieroso
e pensando il tempo passa
la gente resta indietro
aspettando aspettando aspettando
aspettando il sole, aspettando il tram,
aspettando l'aumento dell'anno passato
per il mese che viene.


Come è facile notare dalle parole della canzone che si ripetono con insistenza, l'aspettativa di Pedro è destinata a durare tutta la vita. Più avanti, parlando sempre delle aspettative di Pedro, il testo dice: «Pedro Pedreiro aspetta il carnevale / e la fortuna grossa col biglietto della lotteria / tutti i mesi»; qui mi pare si chiarifichi il vero sogno del protagonista: una improvvisa (e molto improbabile) vincita di una somma in denaro che porti un miglioramento decisivo nella grama vita di Pedro e lo renda finalmente felice, convinto com'è che nel denaro in quantità sproporzionata (e soltanto in quello ) risieda la felicità. Mi sembra che oggi, rispetto all'anno in cui uscì questa canzone, i tempi non siano per nulla cambiati, anzi, in giro per le città si possono incontrare moltissimi Pedri (almeno in Italia) che continuano a sperare in un enorme incasso giocando al Gratta e vinci o a qualche stupida lotteria, e quest'attesa quasi sempre, per non dire sempre, dura tutta la vita. Ma proseguiamo la lettura del testo:

[...]
Pedro Pedreiro aspetta anche la morte
oppure il giorno di tornare al nord
Pedro non sa ma forse, forse in fondo
aspetta qualcosa più bella del mondo
più grande del mar.
Ma perchè sognar se dà
la disperazione di aspettare ancora.
Pedro Pedreiro vuol tornare indietro,
esser solo muratore
senza aspettar,
aspettare aspettare aspettare,
aspettare il sole, aspettare il tram,
aspettare ancora quel famoso aumento,
aspettare un figlio che dovrà aspettare,
aspettare il premio della lotteria
aspettare la morte
aspettare un porto
aspettare di non aspettare più,
aspettare in fondo
niente altro che
la speranza afflitta infinita sfinita
che arrivi il suo tram.


Diceva un personaggio italiano assai famoso che, prima o poi, nella vita di ogni uomo si presenta un' occasione, un treno che passa e che va preso al volo, perchè forse non passerà mai più; ma per Pedro questo treno non è passato e non passerà mai, la sua vita trascorrerà perciò in perenne attesa di qualcosa che col tempo diverrà quasi indefinibile; se Pedro avrà un figlio, anche lui avrà la sorte del padre e così via per generazioni e generazioni che verranno tagliate fuori da qualsiasi possibilità di ricchezza a causa dei pochi detentori del potere e del denaro che egoisticamente escludono e sempre escluderanno intere classi sociali dal benessere e dalla possibilità di migliorare la loro vita. Agli esclusi non rimarrà che tentare all'infinito di ottenere quello che hanno i pochi fortunati con pochissimi mezzi a loro disposizione e con irrisorie possibilità di riuscita, rimanendo perciò al palo per l'eternità.