lunedì 17 aprile 2017

Nel cuore, nell'anima

Un bambino conoscerai,
non ridere, non ridere di lui!

Nel mio cuor, nell'anima
c'è un prato verde che mai,
nessuno ha mai calpestato, nessuno...
Se tu vorrai conoscerlo
cammina piano perché
nel mio silenzio
anche un sorriso può fare rumore.
Non parlare...

Nel mio cuor, nell'anima
tra fili d'erba vedrai
ombre lontane di gente sola
che per un attimo è stata qui
e che ora amo perché
se n'è andata via
per lasciare il posto a te.



È, a mio parere, tra le migliori canzoni create dal geniale duo Mogol-Battisti. Meravigliosi sono musica e testo. Quanto alle interpretazioni: quella dell'Equipe 84, cronologicamente uscita per prima in un 45 giri del 1967, è senz'altro di alto livello (Maurizio Vandelli, ovvero il leader del gruppo, in quel periodo ed anche negli anni successivi, era uno dei migliori interpreti italiani in assoluto, anche grazie ad una voce notevole e personalissima). Ottima è poi la parte iniziale del brano musicale, con gli archi che aprono in modo magistrale. Molto bella è anche la versione dei Dik Dik, che avrebbero dovuto eseguire il pezzo al posto dell'Equipe 84, e che invece dovettero rinunciare; comunque la canzone fu pubblicata qualche anno dopo, all'interno di una raccolta di successi del gruppo. Allo stesso livello, direi, è l'esecuzione del coautore: Lucio Battisti; anche lui fece uscire il brano musicale su un 33 giri pubblicato nel 1969, che fu anche il primo del cantautore laziale.
Mi sembra infine opportuno spendere qualche parola per il poetico testo di Mogol. È un invito o, se si vuole, una confessione fatta da un uomo alla donna amata: la richiesta che egli fa è relativa alla sensibilità, al rispetto ed all'educazione: la si invita infatti ad entrare in punta di piedi (senza fare rumore) nel verde prato che simboleggia l'anima dell'uomo; questo è un luogo mai visitato, puro, dove si possono ravvisare soltanto ombre lontane, ovvero altre anime con le quali egli ha condiviso parti importanti della sua esistenza. Il fatto che si parli di "gente sola" rende la spiegazione del testo più complicata, poiché potrebbe trattarsi di persone che sono scomparse, e quindi, magari, dei genitori dell'uomo (da qui anche la citazione delle ombre "lontane"). Ora però, nella sua anima c'è posto soltanto per una presenza: quella della donna amata.


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